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doveri dell'amministratore

·        l' amministratore   è   colui   che,   forte    dell'  incarico    conferitogli  in  assemblea dalla   maggioranza   degli   intervenuti,   detentori    di   almeno   la  metà  del  valore dell' edificio,   provvede   a   gestire  gli   interessi  del  condominio,  a   fronte   di  un determinato compenso.

·        e' la  figura  giuridica  che, per  qualunque  controversia, consente al condominio di agire  contro  terzi  e ai  terzi  di agire contro il condominio. L'amministratore che, a norma  dell’art.  1129,  1  comma,  codice  civile,  deve  essere  nominato    (la  norma  è inderogabile) quando  i  condòmini dell’edificio sono più di quattro, è un mandatario fornito di rappresentanza dei proprietari dello stabile. 

·        all’amministratore  è  attribuito  il  compito  di  effettuare  gli  atti  conservativi dei diritti inerenti alle parti comuni dell’edificio, che sono quei  diritti  che riguardano non solo le parti comuni dell’edificio, ma anche  un  interesse  comune  dei condomini in   questa   loro  qualità.   l’amministratore,   inoltre,  può   ordinare   dei   lavori   di manutenzione  straordinaria  che  rivestano  carattere  d’urgenza,  ed  in  questo  suo potere - dovere  l’unico  limite che  gli incombe è quello dell’obbligo di riferire alla assemblea dei condomini.

·        l'amministratore deve gestire e far funzionare  unicamente le parti comuni, pertanto NON DEVE

o       curare  i  rapporti  tra  i  condomini; 

o       curare  i  rapporti  tra  i condomini e i conduttori;  

o       tenere   rapporti  con   i   conduttori; 

o       gestire   questioni  che  non  siano "attività" proprie del condominio  ( es. acquisto  di  immobili,  anche  se  da  adibire  a bene comune);

o       tutelare la privacy e i diritti dei singoli condomini.

·         l'amministratore  deve  essere  nominato  quando  in un condominio i condòmini sono più   di   quattro.   Viene  eletto   dall' assemblea   condominiale   a   cui   nessuno   può sostituirsi.

·        l'amministratore può essere nominato dall'autorità giudiziaria qualora   il condominio ne sia sprovvisto e l'assemblea non  riesca  a  pronunciarsi  a  proposito. L'autorità  giudiziaria  provvede  unicamente su  richiesta  di  almeno  un  condomino. L'amministratore rimane in carica un anno, ma egli non decade automaticamente; egli continua nella pienezza delle sue funzioni fino a quando verrà legalmente scelto un successore. Per la nomina dell'amministratore e soprattutto  per  la  delicatezza  del mandato che gli viene conferito e per  la  necessità  che per  tale  nomina il consenso sia notevole,  la  legge  prescrive la maggioranza degli intervenuti all' assemblea ( e mai   meno    di    un    terzo    di   quelli   totali )  e almeno   la metà   dei  millesimi degli appartenenti al condominio.

·        contrariamente al pensiero di parecchi  autori,   il giudice di legittimità ha stabilito che la stessa maggioranza è  necessaria  anche  per la  riconferma.  l'amministratore può  essere   revocato  dall' assemblea  con  la stessa  maggioranza   richiesta  per la nomina;   la revoca può  avvenire  in qualsiasi momento e anche senza motivo alcuno; all'amministratore non aspetta indennizzo o risarcimento alcuno per la revoca.

·        l'amministratore può inoltre essere  revocato  dall'autorità  giudiziaria: 

a)     quando, essendo stato destinatario di una  citazione  o  di  un  provvedimento,  anche se esula dalle  sue   attribuzioni,    non   ne   abbia    dato   comunicazione    all'  assemblea   dei condòmini;  

b)     se non  ha  reso  conto  della  sua  gestione per due anni;  

c)      se vi sono fondati sospetti di gravi irregolarità.


fonte:http://www.amministratoredicondominio.com/doveri/doveri.htm

 

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