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Validità delle assemblee con la riforma del Condominio

pubblicato 5 mar 2011, 10:50 da Angolo Orso   [ aggiornato in data 6 mar 2011, 03:29 ]
Lo scorso mese di gennaio la tanto attesa riforma del condominio è stata approvata dal Senato e ora attende il consenso della Camera dei Deputati.

Se la norma dovesse “passare” senza che la Camera apporti modifiche,  le assemblee di condominio  sarebbero totalmente rivoluzionate. Il nuovo art. 1136 del codice civile potrebbe recitare così:
 
Costituzione dell’assemblea e validita` delle deliberazioni

L’assemblea in prima convocazione è regolarmente costituita con l’intervento di tanti condomini che rappresentino i due terzi del valore dell’intero edificio e la maggioranza dei partecipanti al condominio. 
Sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la meta` del valore dell’edificio.  
Se l’assemblea in prima convocazione non puo` deliberare per mancanza di numero legale, l’assemblea in seconda convocazione delibera in un giorno successivo a quello della prima e, in ogni caso, non oltre dieci giorni dalla medesima.  
La deliberazione e` valida se approvata dalla maggioranza degli intervenuti con un numero di voti che rappresenti almeno un terzo del valore dell’edificio.  
Le deliberazioni che hanno per oggetto la nomina e la revoca dell’amministratore, le liti attive e passive relative a materie che esorbitano dalle attribuzioni dell’amministratore medesimo, le innovazioni previste dal primo comma dell’articolo 1120 e quelle che hanno per oggetto la ricostruzione dell’edificio o interventi straordinari di notevole valore devono essere approvate con la maggioranza stabilita dal secondo comma.  
L’assemblea non puo` deliberare, se non consta che tutti gli aventi diritto sono stati regolarmente convocati.  
Delle riunioni dell’assemblea si redige processo verbale da trascrivere nel registro tenuto dall’amministratore
”.
 
Il cambiamento che stravolge la precedente (ancora vigente) formulazione, riguarda i quorum deliberativi dell’assemblea in "seconda convocazione".

Praticamente non esiste un quorum costitutivo: anche con un solo condomino, qualora la convocazione degli altri condomini fosse regolare, l’assemblea dovrebbe considerarsi regolarmente costituita. Ciò che conta, infatti, perché le deliberazioni siano valide è che si registri il voto favorevole di almeno un terzo dei partecipanti al condominio che rappresenti come minimo un terzo del valore millesimale dell’edificio (333 millesimi).

Esempio: in un palazzo con sei condòmini la decisione assembleare, per quelle materie il cui quorum non è espressamente previsto dalla legge, sarà valida se riporteranno il voto di almeno 2 condomini e quanto meno 333 millesimi.

Insomma, se la riforma venisse approvata nel testo approvato dal Senato la decisione dell’adunanza sarebbe da considerarsi valida se adottata con il voto favorevole di un non meglio individuato numero di condòmini che possiedano almeno 333 millesimi di proprietà.Teoricamente potrebbe essere anche un solo proprietario: uno che possiede 333 millesimi di propietà !

È quindi ininfluente il numero dei condomini presenti per ritenere valida l’assemblea e poter deliberare.

Cioè, l'assemblea che si svolge nel condominio preso in considerazione nell’esempio, dove prendono parte due soli partecipanti su sei, una delibera potrebbe essere approvata con il voto favorevole dei due condomini presenti, se posseggono quote millesimali che rappresentino più di 333 millesimi.


[fonti: condominioweb ilSole24ore]

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