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Se fossi un condomino

pubblicato 20 mag 2010, 02:11 da A S   [ aggiornato in data 21 mag 2010, 10:08 ]

Tre cose non farei mai:

  • presentarmi in assemblea senza aver  letto prima l’ordine del giorno inserito sulla convocazione.
  • prendere posizione su temi di cui non ho mai sentito parlar prima.
  • accostarmi ad un’assemblea comprensoriale senza aver compreso come funzionano i meccanismi che ne regolano lo svolgimento.

Ogni volta che partecipo a un’assemblea comprensoriale di Ecopolis mi rendo conto che la maggior parte dei condòmini (quindi persone che spendono soldi per pagare le quote condominiali e che hanno un capitale investito nei beni che compongono il nostro condominio) si presentano alla sala delle riunioni come se stessero per assistere ad uno spettacolo musicale o ad una partita di calcio: alcuni leggono solo in quell’occasione l’ordine del giorno, altri chiedono di cosa si tratti, altri ancora hanno l’aria di trovarsi lì per caso, come se l’assemblea non li interessasse.  Ci sono anche quelli che seguono la trafila per la registrazione, si accomodano in platea, seguono per qualche tempo poi, d’un tratto, evaporano !

Certo, non si può pretendere che tutti diventino improvvisamente esperti di amministrazione condominiale, ma quando si parla di “soldi” credo che sia nell’interesse  di tutti partecipare attivamente.

Ma, attenzione, “partecipare” non significa alzarsi e dire la prima cosa che passa per la mente, oppure urlare qualsiasi cosa perché l’oratore di turno non è simpatico o parla di cose che non ci convincono.

Cos’è l’assemblea, come funziona, cosa può decidere, in quanti si deve essere per decidere su certi argomenti ?

immagine tratta da Google Streetview

Queste sono cose di cui la maggior parte dei partecipanti non ha idea.

Alle nostre assemblee ho sentito qualcuno che voleva mettere ai voti argomenti, per carità, interessantissimi, ma non inseriti nell’ordine del giorno. Altri che chiedevano se si poteva annullare l’assemblea, altri che (urlando a squarciagola) chiedevano che fosse cambiato il regolamento di condominio in quel preciso istante.

Insomma: mi pare che regni una palpabile confusione.

Non vorrei che qualcuno pensasse che mi sento al di sopra di queste persone: mi sto occupando di questa materia, la “condominilogia”, solo da qualche tempo e, nonostante il mio impegno, credo di avere ancora tantissimo da imparare.

Ma il punto non è questo.

Il punto è che in assemblea, a volte, si assumono atteggiamenti che sul momento (presi dall’impeto o fuorviati da qualcuno, anche in buona fede !) sembrano assolutamente giusti anzi, scontati !

Salvo, poi, pentirsi amaramente per aver votato a favore e aver deliberato a proprio svantaggio ! 

Questo perché accade ?

Semplice: non si legge l’ordine del giorno, non ci si documenta, non si scambiano opinioni con altri condòmini prima dell’assemblea.

In pratica la gran parte di noi condòmini non ha idea degli argomenti che si tratteranno in assemblea, finché non vengono messi di fronte alla domanda: siete favorevoli o contrari ?

 

Quello che voglio sottolineare e portare alla vostra attenzione è che non ci si può fare un’idea su questioni economiche di rilievo (il nostro comprensorio ha un “giro d’affari” di circa 300 mila euro annui) sulla base di dieci minuti di discussione più o meno animata durante l’assemblea.

Per l’ultima riunione comprensoriale ho speso circa 4 ore del mio tempo libero per leggere e studiare il bilancio del Dottor Buonsante (era allegato alla convocazione!). Ne ho discusso con altri amici condòmini e, alla fine, ho preparato meticolosamente il mio intervento.

Perché ? Perché era mio interesse capire cosa stessi andando a “sottoscrivere” con un mio eventuale voto favorevole.

Ebbene sì ! Quando si delibera su un documento come un bilancio consuntivo, si sottoscrive che l’amministratore ha svolto fino a quel momento un lavoro “ben fatto”, cioè che ha amministrato i nostri soldi correttamente.

E quando si approva un bilancio preventivo, si sta dicendo ”OK, mi sta bene il tuo preventivo, sono d’accordo con te e condivido le spese che hai in mente di fare con i miei soldi per l’anno prossimo”.

È chiaro che per sottoscrivere queste cose è necessario leggere e capire le carte prima e non durante l’assemblea. Perché, se è vero che i numeri parlano, è anche vero che dicono cose incomprensibili se non si è abituati a parlare la loro lingua.

In questo caso, va ricordato, avremmo anche approvato tout court il suo aumento di compenso.

Ecco cosa intendo per “partecipare” !

Ma può significare anche fare una cosa molto semplice: contattare l’amministratore e proporre un problema (di interesse comune) da inserire all’ordine del giorno della prossima assemblea. E non è così complicato come potrebbe sembrare.

Come ho detto in alcune occasione ad alcuni condòmini miei vicini di casa, l’amministratore “amministra”.

Se noi non ci promuoviamo parti attive segnalandogli la presenza di problemi o iniziative che possano migliorare la vita in Ecopolis, lui continuerà semplicemente ad “amministrare” e a noi resteranno i problemi e un quartiere dormitorio.

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