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Verande rischiose !

Un interessante articolo dal titolo “Chiusura del balcone in veranda: quando è legittima, quali sono i limiti e quali le conseguenze?” è stato pubblicato sul sito internet condominioweb.com; l’avvocato GALLUCCI analizza il fenomeno del verandare”, cioè chiudere con delle vetrate un balcone o un terrazzo.

Gli effetti di questa consuetudine, in voga nei condomini di tutta Italia, interessano sia l’ambito urbanistico, sia quello condominiale.

Le domande che, in questi casi, il proprietario della veranda deve porsi sono fondamentalmente due: quando è legittima e quali sono le conseguenze in cui si può incorrere ?

L’avvocato GALLUCCI consiglia innanzitutto di accertarsi se per la realizzazione della veranda è necessaria qualche genere di autorizzazione (es. D.I.A.).In tal caso” avverte GALLUCCI, “prima d’ogni intervento esecutivo è necessario ottenerla per evitare le sanzioni (di carattere amministrativo e/o penale) che l’assenza della stessa comporterebbe”.

Per quanto riguarda l’ambito condominiale, invece, il problema è diverso.  L’area su cui si interviene con la “chiusura” è, ovviamente, proprietà  privata (non condominiale) ma le difficoltà potrebbero derivare dalle obiezioni sollevate dagli altri condòmini a riguardo dell’impatto estetico. In pratica la tettoia o le nuove finestrature potrebbero non piacere ai vostri vicini.

A tal proposito l’art. 1122 del Codice Civile dice che “Ciascun condomino, nel piano o porzione di piano di sua proprietà, non può eseguire opere che rechino danno alle parti comuni dell'edificio”.
L’interpretazione della parola “danno” è d’importanza cardinale. A questo proposito la Suprema Corte di Cassazione, in più occasioni, ha sentenziato che il condomino, pur armato delle migliori intenzioni e delle necessarie autorizzazioni, potrebbe incorrere nella censura dei condòmini per aver alterao il decoro dello stabile. 
In effetti le amministrazioni, quando rilasciano le autorizzazioni, lo fanno in maniera pilatesca: in alcuni casi con la frase “salvi i diritti dei terzi” oppure, a volte, richiedono preventivamente la delibera condominiale che approvi l’intervento. 
Vi rimando all’articolo dell’avvocato GALLUCCI per le questioni più squisitamente tecniche riguardanti la modifica delle tabelle millesimali.