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Portierato o Guardiania. Problema risolto

pubblicato 12 mar 2010, 00:28 da A S   [ aggiornato il 30 lug 2010, 04:36 da Angolo Orso ]
La più recente giurisprudenza amministrativa ha sottolineato che la Legge 24.11.2000 n° 340, che ha soppresso l'autorizzazione di polizia di cui all'art. 62 del T.U.L.P.S., ha dato spazio a società di servizi di portierato; società che (venendo peraltro a legarsi, sia pure in un rapporto temporaneo, con gli stabili da custodire) sono ammissibili nel vigente ordinamento nazionale e comunitario (così come peraltro previsto anche nell'ambito dei servizi di gestione delle proprietà immobiliari, di cui alla normativa comunitaria e nazionale attuativa: D.L.vo 157/1995).
Al riguardo, è stato sottolineato che – in presenza dell'avvenuta liberalizzazione dell'attività di portierato – ben possono operare organizzazioni imprenditoriali che, senza realizzare intermediazioni di manodopera vietate dall'art.1 della Legge 23.10.1960 n° 1369, in grado di offrire servizi di custodia finalizzati alla tutela della proprietà, ma connaturati da prestazioni non implicanti un obbligo di difesa attiva della proprietà.
La predetta giurisprudenza ha affermato che l'attività di portierato (di custodia), quale che ne sia la forma di espletamento, ha tra le sue finalità lecite e possibili anche quella di tutela della proprietà, essendo peraltro sufficiente la presenza di un portiere (o dei dipendenti delle società di servizi) a scoraggiare eventuali intrusioni o altre azioni in un suo danno.

Il committente può avere la necessità non di un servizio di vigilanza da autorizzare ai sensi dell'art. 134 T.U.L.P.S. “bensì di un ordinario servizio di portierato e custodia”.
 
In questo caso le prestazioni possono consistere in:
  • controllo delle infrastrutture di servizio, 
  • chiusura delle porte e delle finestre, dei quadri elettrici, delle attrezzature elettroniche, etc. 
  • registrazione dei visitatori, 
  • controllo e nell'ispezione degli accessi, 
  • regolazione dell'afflusso delle vetture nei parcheggi,
  • monitorizzazione dell'impianto di allarme antintrusione
  • obbligo, in caso di allarme, di darne immediata notizia al servizio tecnico ed a quant'altri verranno individuati dall'ente proprietario per i necessari interventi,
  • gestione tecnica del patrimonio mobiliare ed immobiliare dell'azienda,
  • compiti ispettivi sia nel parcheggio che in aree interne all'edificio,
  • assicurarsi che nessuna persona sconosciuta entri nello stabile senza dichiarare dove è diretta,
  • impedire l'ingresso ad accattoni, venditori ambulanti o persone sospette, impedendo il volantinaggio da parte di persone non autorizzate,
  • vietare la sosta nella guardiola a persone non autorizzate,
  • fornire indicazioni,
  • custodire le cose loro consegnate,
  • ispezionare, dopo la chiusura del portone, i cancelli, ogni altra porta di accesso ed i locali,
  • svolgere uno specifico lavoro di prevenzione ed eventuale intervento antincendio, antiallagamento, fughe di gas etc...
Le predette prestazioni, alla stregua della genericità dei loro contenuti, fanno parte delle attività di mera custodia e vigilanza passiva proprie dell'attività di portierato.
 
Credo che, alla luce di quanto sinteticamente riportato in precedenza, non possano esservi più dubbi circa la liceità del contratto stipulato con la Unita Fortior e sulla assoluta assenza di presupposti per dubitare dell'operato svolto dalla citata società di servizi, che è assolutamente in linea con la normativa vigente.
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