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Non motti carbonari ma legittime attese

pubblicato 10 ott 2009, 00:13 da Angolo Orso   [ aggiornato il 13 ott 2009, 03:36 da A S ]
Sfidando le nostre normali abitudini, che usualmente ci vedono in pantofole a una certa ora, nella serata di venerdì nove ottobre ci siamo ritrovati per discutere.
Non si era in tanti: una piccola agguerrita rappresentanza di condòmini che vuole vederci chiaro e prendere coscienza.
Sono convenuti all'incontro Silvio Pellico, Antonio Panizzi, Giuseppe Mazzini, Ciro Menotti e Piero Maroncelli. Sarebbe stato fantastico, ma la decina di condòmini (quindici, mi pare) tutto aveva in mente, fuorchè formare una società segreta e cospirare. Quindici condòmini stanchi di subire passivamente e con la voglia di essere propositivi, di dare una svolta che, al momento, è stata solo iniziata e lasciata lì ad avvizzire come un giovane germoglio senz'acqua. 
Breve riassunto delle puntate precedenti. Da qualche tempo, nel nostro piccolo angolo su Facebook, abbiamo iniziato a dibattere (in pochi, a onor del vero!) circa la conduzione del nostro comprensorio, il suo futuro prossimo e la nostra condizione di condòmini; in particolare sono sorti alcuni dubbi che esponiamo su Facebook -anche in modo diretto e ruvido, a volte-, che purtroppo non trovano risposta da parte del nostro interlocutore principale: l'amministratore di condominio. Sappiamo che egli "frequenta" quelle stanze virtuali, sappiamo che egli legge, sappiamo che egli non interviene !
Le domande che ieri sera si sono affollate attorno a un "peroncino" (vedi figura a lato) erano tante. Tutte mosse da un desiderio di trasparenza, di lealtà, di chiarezza negli intenti. Domande che rimbalzavano nella saletta del Bar del Borgo (che ringraziamo per l'ospitalità) in modo particolarmente vivo. Cosa fanno i consiglieri? quali compiti hanno ? quanto dura il loro mandato ? perchè non li possiamo scegliere democraticamente ? perchè l'amministratore non risponde alle nostre e-mail ? perchè non riusciamo a contattarlo ? perchè il suo onorario è lievitato ? quando ne abbiamo discusso ? siamo tornati indietro al periodo oscuro, quando dovevamo pagare e tacere ? non ci spettano, forse, delle spiegazioni ?
Ecco la summa della riunione di ieri sera !
Ora, interpretando i sentimenti di quelli che (anche per interposta persona) si sono riuniti, a mo di "carbonari" in un locale di fortuna, sento di voler/dover scrivere una lettera aperta all'amministratore.

Egregio Dottor Buonsante,
lungi da noi l'esser prevenuti nei suoi confronti o volerci ergere a giudici del suo operato, che si protrae ormai da circa un anno e mezzo. Abbiamo avuto modo di apprezzare la sua professionalità e caparbietà nel voler restituire la legalità al comprensorio. Sappiamo che il suo lavoro, a volte, è poco evidente ai più e conveniamo nel darle merito per il suo interessamento affinchè alcune delicate questioni burocratiche attinenti il nostro comprensorio approdassero a buon fine.
Abbiamo bisogno, però, di risolvere tante (troppe) problematiche che tolgono il sonno a più di qualcuno di noi. Per circa dodici anni l'assopimento che ci ha caratterizzati ha favorito alcune falle nella liceità che, ancora oggi, non riescono ad essere metabolizzate e risolte o, quantomeno, portate all'evidenza di tutti. Abbiamo bisogno di conoscere e capire. E abbiamo anche fretta ! Abbiamo una maledetta fretta di riappropriarci di quello che ci è stato negato per tanto tempo. Ci si potrà eccepire di esserci svegliati tardi e di non poter pretendere tutto e subito. Ma il fatto che rimarchiamo è che, come nel film "Risvegli", abbiamo una voglia incredibile di recuperare il tempo perduto (citando Proust). Ce l'abbiam fatta a svegliarci e la sua assenza ci inquieta, il suo reiterato silenzio è maledettamente rumoroso.
Le faccio presente che le e-mail che Nicola e tanti altri le hanno inviato successivamente all'ultima assemblea, anche dietro sollecitazione degli altri consiglieri e di altri condòmini "di buona volontà", meritavano risposta.
Erano legittime richieste di persone che hanno scelto di andare incontro ad un nuovo modo di vivere ad Ecopolis. Abbiamo desiderio di sentire le sue risposte e le sue motivazioni.
Quando i condòmini di Ecopolis hanno deciso di dar voce alle proprie istanze attraverso la nomina di un amministratore, l'hanno fatto per uscire da un pantano che li stava sommergendo.  Non vorremmo vivere, ora, con la sua figura così distante, un déjà vu e rinnovare le vecchie esperienze.
Pertanto la invitiamo a concorrere attivamente al benessere del comprensorio e a parteciparci le sue intenzioni.
Ci aspettiamo da lei un appoggio, un grado di vicinanza diverso, un approccio meno macchinoso, più diretto e schietto.
L'abbiamo cercata più e più volte ... si faccia trovare, sapremo collaborare, sapremo essere attivi e condividere le fatiche per portare benessere alla nostra comunità. É nel nostro interesse !
Prenda contatto, crei un ponte che si incontri con quello che stiamo costruendo noi sulla riva di fronte.
Dobbiamo creare un modello, una sorta di prototipo, che faccia partire il condominio con il piede giusto. Comprendiamo che nel primo periodo abbia dovuto forzare la mano e tapparsi le orecchie per poter portare a termine il primo grande passo (l'aggiudicazione dell'appalto per i servizi comprensoriali), ma ora dobbiamo essere tenuti al corrente e dobbiamo avere la possibilità di poter decidere del nostro futuro.
Abbiamo bisogno di convocare un'assemblea condominiale per poter discutere dei temi
che ci interessano da vicino; abbiamo bisogno di prepararla e discuterla, consiglieri e condòmini "di buona volontà", per poter portare all'attenzione di tutti i condòmini i nostri intendimenti circa il futuro del nostro comprensorio.
Ecopolis è una struttura complessa, non solo dal punto di vista architettonico. É, però, un'entità ancora amorfa sotto il profilo della consapevolezza e della conoscenza delle possibilità di "sviluppo" cui il comprensorio può aspirare. La guida di un amministratore capace e con un bagaglio di conoscenze nello specifico, in questa situazione è di vitale importanza.  
Le nostre variegate umanità ed esperienze possono essere importanti ed utili allo scopo ma il passo verso una unità d'intenti, Dottor Buonsante, deve farlo anche lei.


Cordiali saluti.

F.to un condòmino di buona volontà.

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