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Il signore delle mosche

pubblicato 6 ott 2010, 07:57 da Angolo Orso   [ aggiornato in data 6 ott 2010, 08:00 ]
Libro tremendo questo di Golding: non lo si può leggere e tanto meno ricordare senza provare un senso di angoscia infinita.

Ho letto Il signore delle mosche  circa quindici anni fa e l'ho riletto di recente. Mi sembra ancora più attuale.

Golding ci dice, in maniera brutale (quasi cinica), che i bambini sono la "pianta uomo" ancora  in germoglio, ma con tutti gli elementi "connaturati" agli adulti: aggressività, cattiveria, superstizione, prevaricazione del più forte sul più debole, trionfo della forza sulla ragione. In più, se ancora eravamo persuasi che l'uomo è buono in natura ma è la società che lo rende cattivo, Golding lancia una provocazione pessimista e radicale  sulla concezione dell'uomo, che egli crede irrimediabilmente  "cattivo", sia in natura che in società. A dimostrazione  di quest'assunto riduce, in quest'agghiacciante apologo, il consorzio umano  al suo "grado zero" dei rapporti societari,  ricorrendo a quell'espediente classico della narrativa inglese che è l'isola deserta (vedi Shakespeare, La tempesta, Swift, I viaggi di Gulliver,  Stevenson L'isola del tesoro, Defoe, Robinson Crusoe).

Golding immagina che in seguito ad un incidente aereo un gruppo di bambini  che si suppone  usciti da  quell'inferno-paradiso che è il sistema educativo inglese, naufraga in un'isola deserta, mentre  nel resto del mondo è esploso un conflitto nucleare. A loro spetta dunque "ricostruire" non un mondo ma "il mondo". Ad una prima società gerarchizzata e ben ordinata che i bambini, ancora memori dei precetti educativi, mettono "spontaneamente" in atto, succede ben presto una seconda, tirannica e selvaggia, organizzata attorno al totem (una testa di porco infilzata su un palo) del "Signore delle mosche" (lord of flies, cioè il demonio, il diavolo, belzebù). Ralph e Piggy (i ragazzi che tentano di coalizzare un principio di società organizzata) da una parte, Jack e i ragazzi del coro (solidali tra loro contro qualsiasi forma di razionalità) dall'altra, sono l'archetipo della nostra società. Man mano che scorrono le pagine si assiste allo sviluppo di un microrganismo, una cellula composta da atomi che determina se stessa, e quindi si scinde in due esseri che tentano di sopraffarsi nel disperato tentativo di sopravvivere e affermare la propria supremazia.

Anti-utopia nera, questo libro è un lancinante atto di accusa contro il sistema educativo inglese forse, e contro ogni pedagogia sicuramente; una dichiarazione di scetticismo verso la società umana che si deforma e tende a prescindere.

 
William Golding  - Il signore delle mosche - 
Mondadori,
pagg. 252,  trad. di Filippo Donini
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